Smartphone, tablet e laptop…un bene o un male per i bambini?

Bambini e smartphone

Inutile girarci intorno, i tempi sono cambiati, e con loro anche il modo di intrattenersi e di divertirsi dei bambini.

A volte, quando noi adulti ripensiamo alla nostra infanzia e la paragoniamo a quella dei nostri figli, ci viene spontaneo intristirci un po’…prima era facile giocare, bastava un gessetto per poter giocare a campana, un po’ di terra per creare castelli fatati e uno spazio aperto per correre all’impazzata e scatenarci fino allo sfinimento.

La prima vera svolta nelle giornate dei bambini è stata data dalla televisione, ma non è finita qui…la TV impallidisce di fronte a smartphone, tablet e laptop, che con i loro schermi scintillanti offrono ai nostri figli un mondo nel quale potrebbero stare per ore!

I dispositivi elettronici di ultima generazione ipnotizzato con le loro immagini i più piccoli. Ogni volta che tiriamo fuori il nostro smartphone nelle sue vicinanze, il piccolo si mette in allerta, come se ne percepisse la presenza. Se rivolgiamo la schermata verso di lui, subito gli vien voglia di prenderlo con entrambe le mani, di portarlo in bocca e esplorarlo con curiosità (…ahimè è così che si rompono gli smartphone della stragrande maggioranza dei genitori).

Insomma, messa da parte la TV, assieme ai tempi e alla tecnologia, si sono evolute anche le babysitter: adesso sono dotate di schermi retro illuminati e di schermate che portano alla dipendenza…Il nostro bambino non può che rimanerne ipnotizzato.

I bambini e i nuovi mezzi di comunicazione

Per anni gli specialisti hanno ripetutamente messo in guardia i genitori sul fatto che i bambini non dovessero essere messi davanti allo schermo TV o del cellulare al di sotto dei 2 anni, questo perché la ricerca associava questa interazione ad un lento sviluppo del linguaggio e a disturbi del sonno.

Ultimamente invece, dopo un’indagine sponsorizzata dalla BBC (famosa emittente televisiva londinese), la quale aveva chiesto ad alcuni ricercatori di studiare le conseguenze dell’esposizione dei bambini in tenera età ai mezzi di comunicazione più avanzati, l’opinione scientifica e pubblica si è radicalmente capovolta.
Bambini e computer
L’interazione diretta di un genitore col proprio figlio, parlargli con un lessico vario e adeguato, seguirlo nelle sue attività e impiegare del tempo nello spiegargli il come e il perché delle cose, resta il modo migliore per coltivare le potenzialità logico-intuitive ed emotive di ogni bambino (in un recente articolo del New York Volte, un gruppo di ricercatori ha divulgato la notizia che, più i genitori parlano ai loro figli e più è ampio il loro vocabolario, più sarà alto il quoziente intellettivo del bambino e migliori saranno i risultati scolastici), ma l’afflusso di queste nuove tecnologie nella nostra vita può rivelarsi positivo, più di quanto si possa immaginare.

Tali dispositivi infatti migliorerebbero l’apprendimento precoce grazie a schermate socialmente interattive che coinvolgono un flusso bidirezionale (dal bambino al mezzo e viceversa)di informazioni; con l’uso di tablet o smartphone infatti si crea uno scambio di input che non è mai passivo, ma costringe il bambino ad interagire attivamente con esso. Un test ha addirittura evidenziato che i bambini che utilizzavano tali dispositivi, di età compresa tra i 2 e i 3 anni, erano più propensi a reagire agli input e all’interazione rispetto a coloro che non li avevano mai usati.

Indubbiamente, dispositivi come tablet, smartphone e laptop, che ormai sono presenti in quasi tutte le nostre case, non ostacolano, ma anzi potrebbero essere d’aiuto ai bambini nell’apprendimento e nello sviluppo delle loro facoltà mentali, ma senza dimenticare la parola chiave di ogni cosa: moderazione! Si ai dispositivi di ultima generazione, ma dopo aver fatto un bel gioco all’aria aperta!

 

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